LA RIFORMA DELLE SUPERIORI
11 Dicembre 2009Sembra proprio la volta buona.
Dopo tanti anni di attesa e di dibattiti, ricerche e sperimentazioni, il secondo ciclo dell’istruzione verrà riformato. Sono stati identificati i settori, ne viene valorizzata la differenza più che la unitarietà, ridimensionati e rinnovati gli indirizzi, compilate le indicazioni nazionali.
Dal prossimo anno scolastico dunque andrà in vigore, e già dal febbraio si raccolgieranno le iscrizioni sulla bse dei nuovi ordinamenti.
La riforma è sostanzialmente quello che si prevede nelle carte ufficiali, ma per essere realizzata davvero deve tenere conto delle condizioni nelle quali andrà a collocarsi, perchè possa esprimere le novità e la qualità, ma nello stesso tempo costituire un punto di forza per lo sviluppo formativo, economico e sociale.
In passato il dibattito sulla riforma si era concentrato soprattutto sull’architettura del sistema e sulla stesura dei programmi. Oggi la nuova scuola deve confrontarsi con:
- l’autonomia delle singole istituzioni e la loro capacità di operare, anche in rete, per la costruzione di sistemi formativi territoriali, in vista di un progressivo decentramento dell’intero sistema dal governo nazionale a quelli regionali e locali;
- la diminuzione degli orari obbligatori e la riorganizzazione dei tempi e dei gruppi con una maggiore flessibilità, che comporta anche il reperimento di risorse da altre fonti;
- un rapporto più diretto con le realtà politiche e soprattutto economiche locali, che offrono alle scuole maggiori stimoli, ma richiedono da esse una capacità autonoma culturale e progettuale;
- la crescita dei giovani in un contesto sociale che spesso fa trasparire il loro disagio ed il confronto sui risultati dell’apprendimento che ci colloca in posizioni svantaggiose rispetto ad altri Paesi;
- l’innalzamento dell’obbligo di istruzione, che deve però fare i conti con alte percentuali di abbandono ed un ricorso alla formazione professionale alla quale si chiede di mantenere standard di qualità per garantire parità di diritti.
Sarà dunque pienamente una riforma ?
Sarà possibile pur partendo così in fretta ?
Quali sono i punti forti e deboli di un’operazione così impegnativa ?
Che proposte faresti per ottimizzare un tale nuovo servizio sul tuo territorio ?